SAN DONA' Autobiografica

SAN DONA' Autobiografica

 

Mio nonno  , nei primi decenni del XX secolo faceva il falegname a Meolo . 
 
Col tempo divenne un sottofornitore dei famosi stabilimenti Papa di San Donà di Piave .
Fu li che vide fare le prime avvolgibili in legno e pensò di copiarne l'idea e si mise in testa di attivare una produzione di questo innovativo sistema .
Aveva il know-how ma allora era poco più che un artigiano e per disporre del capitale si mise in società con un trevigiano fondando nel 1955 la sua prima fabbrica a Spresiano (TV).
Da bambino frequentavo e soggiornavo nel veneziano ,nelle mie estati.
Della generazione di mio nonno l'anno scorso morì la mia ultima zia a 107 anni , residente a Musile di Piave , ora ne resta ancora una , che vive a Mestre , oggi ha 100 anni, entrabe lucide fino all'ultimo.
Questi racconti li ho ascoltati fin da bambino,in occasione di certi pranzi vecchio stile , dove la famiglia si riuniva attorno al patriarca.
Viene da questo "imprinting" l'amore che nutro per la mia terra e per queste città, che mi sono totalmente famigliari ed amiche, un fenomeno di cui mi piace tessere le lodi.
Che cosa ci è rimasto oggi di questi insegnamenti di vita ? Ora che le ideologie sono tutte morte e fallite, che sono diventati dei fari spenti in una buia notte .
Abbiamo voltato le spalle a questo bagaglio di vita e di valori  e nello stesso tempo non siamo stati capaci di intraprendere delle nuove strade di sperimentazione .
Siamo caduti nel conformismo , nel provincialismo assonnato, nella noia, nell'inutile, nella routine, che è l'arteriosclerosi della società .
Da molto da troppo tempo non emergono nuovi percorsi in grado di portarci verso una nuova chiara direzione . Non ci orientiamo, ci siamo smarriti.Soprattutto, lasciamo fare agli altri, compreso comandare .
Per esempio, oggi in centro a San Donà ho visto sempre le soliti noiose cose, la destra , la sinistra, le bandiere , sempre quelle.
Cosa ha prodotto questo bipolarismo politico ? Niente , solo liti, contrapposizioni, anatemi che hanno un unico risultato : anestetico .
E i veneti ? Razzisti e ignoranti, secondo uno stereotipo preconfezionato.
Che cosa dobbiamo aspettarci  ? Rifarmi alla tradizione personalmente mi serve come base  per conservare una identità , ma non la voglio come una stasi, desidero un processo in divenire,  fluido , come l'acqua .
E proiettato alla modernità, forte chiaro limpido , democratico, orizzontale, pluralista , innovativo , digitale, industriale , ecologico .
Non è mica facile. 
 Probabilmente la frontiera più vasta ed entusiasmante della creatività sta prendendo forma sul web,  per poi moltiplicarsi attraverso il fenomeno -social nework- , dove ogni forma d'arte di pensiero e anche la politica rispecchiano l'innovazione dell'esplosione culturale.
Ho una certezza , che uomini e donne fantastici si stanno aggregando sempre più attorno all'unica vera e nuova piattaforma di discussione  e lavoro dove sviluppare dei nuovi modelli di società per il futuro Veneto, ovvero l'indipendentismo veneto.
 
Vi posso assicurare che un tale movimento di intellettuali e di persone non si vedeva da anni ; la fortuna per noi è che si sta sviluppando non so se per caso , per merito o per fortuna, ma c'è.
 
C'era, c'è sempre stato a partire dalla fine degli anni 70, ma sempre frammentato, nostalgico , inconcludente.
Solo recentemente ha preso quella forza tale da portare i veneti verso l'indipendenza , alla stregua di scozzesi e catalani.
Fino al punto che pensatori internazionali hanno fatto proprio il nostro pensiero.
 
http://www.risoluzione44.org
 
Siamo arrivati anche a San Donà di Piave , non perdete questa occasione unica usatela .
Non restatene fuori, condividete, collaborate, parlate, scrivete , pensate .
Qualcosa di nuovo è nato.
Gianluca Panto